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	<title>M  ENGINEERING  + ARCHITECTURE &#187; news</title>
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	<description> ]    STUDIO DI PROGETTAZIONE INTEGRATA ED OTTIMIZZATA    [ -INGEGNERIA  CIVILE - INGEGNERIA  EDILE - ARCHITETTURA  U.E. - - CONSOLIDAMENTO, RISTRUTTURAZIONE E RESTAURO - RESTYLING –  - INTERNI E DESIGN - SICUREZZA SUI CANTIERI E SUL LAVORO - CONSULENZA -</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 Jul 2026 20:04:19 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Impianto idraulico domestico: breve vademecum per la corretta ristrutturazione</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Oct 2018 17:50:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[meastudio]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’impianto idraulico della propria abitazione è uno di quei sistemi occulti che molto probabilmente quasi nessun proprietario immobiliare o inquilino ha mai potuto vedere integralmente ad occhio nudo. Se ne rileva l’esistenza soprattutto in caso di guasti o, facendo ipotesi più ottimistiche, quando si procede ad un intervento di ristrutturazione piuttosto importante, ad esempio il ammodernamento di tubi e dispositivi idraulici o dell’impianto di riscaldamento. Vediamo quali sono le principali [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’impianto idraulico della propria abitazione è uno di quei <em>sistemi occulti</em> che molto probabilmente quasi nessun proprietario immobiliare o inquilino ha mai potuto vedere integralmente ad occhio nudo. Se ne rileva l’esistenza soprattutto in caso di guasti o, facendo ipotesi più ottimistiche, quando si procede ad un intervento di ristrutturazione piuttosto importante, ad esempio il <strong>ammodernamento di tubi e dispositivi idraulici o dell’impianto di riscaldamento</strong>. Vediamo quali sono le principali cose da sapere al riguardo&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I componenti principali di un impianto idraulico domestico standard</h3>
<p style="text-align: justify;">L’impianto idraulico della vostra abitazione è composto dall’insieme degli elementi adatti a svolgere funzioni di adduzione e smaltimento dell’acqua, quindi in linea generale concerne i lavabo di cucina e servizi, il sifone della doccia e/o il rubinetto della vasca, il <em>WC</em>, l’alimentazione idrica di lavatrice e lavastoviglie, gli impianti irrigui di balconi, terrazzi e giardini, il circuito dei termosifoni e dell’acqua calda sanitaria più gli scarichi e le tubazioni necessarie per veicolare l’acqua dapprima nell’abitazione e poi al collettore fognario finale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p style="text-align: justify;">Come si può intuire, si tratta di un sistema davvero complesso. Proviamo a descriverlo passo passo, facendo tappa sugli elementi principali.</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Contatore</strong> è il punto di divisione fra l’impianto idraulico privato dell’immobile e la rete di distribuzione comunale. Può trovarsi dentro l’abitazione se questa è di vecchia costruzione oppure in cabine ad accesso pubblico negli appartamenti moderni. Serve per misurare e certificare il consumo idrico quindi sarebbe preferibile che sia posto all’esterno in modo da alleggerire il proprietario immobiliare da qualsiasi responsabilità. Inoltre, l’accesso pubblico rende più agevoli gli interventi di manutenzione e gestione del dispositivo.</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Riduttore di pressione</strong> è un rubinetto con manometro che solitamente si trova nelle unità immobiliari dei piani bassi, dove l’acqua può avere pressioni più elevate rispetto alla media per consentire il regolare afflusso agli appartamenti dei piani più elevati.</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Manopola di arresto</strong> aziona il cosiddetto <strong><em>rubinetto generale</em></strong> e permette di disattivare completamente il flusso d’acqua dell’appartamento in caso di guasto e/o interventi di manutenzione.</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Tubazione di adduzione verso l’impianto di riscaldamento</strong> convoglia l’acqua fredda verso la caldaia &#8211; o altro <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/generatori-di-calore-a-idrogeno-migliorare-le-prestazioni-energetiche-delledificio-con-un-investimento-agevolato-dagli-incentivi-fiscali/">generatore di calore</a></strong></span> &#8211; dove riceve energia ed è riscaldata. Da qui, a sua volta, è inviata a due distinti circuiti idraulici, uno, chiuso, che passa per i vari termosifoni o in <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/sistemi-radianti-a-pavimento-la-climatizzazione-di-casa-e-confortevole-e-conveniente/">sistemi radianti</a></strong></span> analoghi e ritorna nel generatore di calore per essere di nuovo riscaldata, e un altro circuito, aperto, che distribuisce l’acqua calda sanitaria.</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Tubazione di adduzione verso i terminali per l’utilizzo domestico</strong> porta l’acqua fredda tal quale verso ogni dispositivo o elettrodomestico atto all’uso idrico (lavabo, lavatrice, lavastoviglie, innaffiatoio…) e costituisce una vera e propria <em>dorsale</em> idraulica dell’appartamento.</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Valvole o rubinetti</strong> regolano il flusso puntuale dell’acqua secondo le esigenze del momento. Possono essere manuali o comandati elettricamente (o anche elettronicamente).</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Tubazioni di scarico</strong> allontanano le acque reflue dopo che sono state utilizzate. Le cosiddette <strong><em>acque nere</em></strong> provengono dallo scarico del <em>WC</em> e devono essere smaltite attraverso il condotto fognario mentre tutti gli altri reflui, detti <strong><em>acque grigie</em></strong>, possono facoltativamente essere recuperati attraverso appositi sistemi di depurazione.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I principali segnali di danneggiamento dell’impianto idraulico domestico</h3>
<p style="text-align: justify;">In teoria, ciascun singolo elemento di quelli appena passati in rassegna può andare incontro a logoramento e rottura. Riguardo i dispositivi <em>visibili</em> non c’è molto da dire, sarete direttamente voi utenti ad accorgervi di un calo di funzionalità o di altri difetti, guasti e anomalie mentre un discorso completamente diverso va fatto per gli elementi <em>occulti</em>, come i tubi che passano dentro le pareti o nei massetti. In questo caso occorre saper leggere degli indizi prima che i danni siano ormai gravi ed evidenti. Vediamo quali sono i segnali di allerta principali:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Frequenza di piccoli guasti</strong> Se notate che sempre più spesso dovete chiamare un idraulico per riparare piccole perdite o sostituire alcuni dispositivi potrebbe voler dire che il vostro impianto idraulico comincia a soffrire i segni del tempo e prima o poi accuserà malesseri maggiori.</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Data di costruzione dell’edificio</strong> Il fattore età è importante per due motivi. Il primo è generale e riguarda qualsiasi oggetto: col passare degli anni aumenta il rischio di usura e rottura. Se abitate in un immobile di oltre venticinque-trenta anni e non avete mai rinnovato l’impianto idraulico del vostro appartamento si sta avvicinando il fatidico momento di farlo. Il secondo motivo è di carattere prettamente costruttivo: fino agli anni Sessanta e Settanta si usavano tubature metalliche, di ferro e piombo, che a contatto con l’acqua sono soggette a ossidazione e formazione di ruggine e quindi hanno il destino segnato, a rinforzo di quanto appena detto riguardo l’obsolescenza generica.</li>
</ul>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Qualità dell’acqua corrente</strong> Se dal rubinetto esce acqua scura, dal sapore e odore metallico, molto probabilmente è in atto (da tempo) un fenomeno di <strong>corrosione di tubazioni metalliche</strong>. Se invece l’acqua lascia residui bianchi polverosi difficili da eliminare allora è fortemente calcarea e potrebbe ridurre il diametro interno delle tubazioni o mettere a repentaglio il corretto funzionamento dei diversi elementi idraulici.</li>
</ul>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Presenza di aloni o macchie scure</strong> Se si formano aree scure o fredde al tatto in prossimità di tubazioni potrebbe essere in atto un fenomeno di <strong><em>condensa</em></strong>, tipico di tubi metallici non isolati, che alla lunga potrebbe dare luogo a danni murari più gravi.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Come operare una corretta ristrutturazione dell’impianto idraulico domestico</h3>
<p style="text-align: justify;">Quando si manifestano dei segnali di danneggiamento o potenziale danneggiamento è sempre bene affidarsi a mani esperte. Un <strong>tecnico qualificato</strong>, come prima cosa, svolgerà delle analisi non invasive approfondite per accertare la presenza di un fattore di rischio in atto o futuro. In seguito, valutata l’entità dell’anomalia, saprà orientarvi circa la decisione critica se apportare <strong>alcuni interventi mirati</strong> al ripristino delle condizioni di funzionamento iniziali o <strong>rifare completamente l’impianto</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Sapere quali sono i pro e i contro di ciascuna decisione è un innegabile vantaggio in tali situazioni perché ci sono in ballo importanti ripercussioni. In particolare, se decidete di intervenire sull’impianto esistente con pochi aggiustamenti, dovete sapere che c’è il rischio di rimandare la soluzione anziché trovarla subito, con l’aggravante di non poter prevedere esattamente quando sarà il momento preciso. La sola eccezione si ha quando il solo problema rilevato è la <strong><em>durezza</em></strong> dell’acqua, ossia una eccessiva concentrazione di calcare. In un simile frangente è sufficiente installare un <strong><em>addolcitore</em></strong> a monte dell’impianto idraulico e si prevengono per molti anni le conseguenze negative legate a questo fenomeno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso in cui accertiate la presenza di tubazioni di ferro e, soprattutto di piombo, il dubbio non si pone in quanto sussistono concreti <strong>rischi per la vostra salute</strong>! Sostanzialmente, quando ci troviamo in presenza di impianti idraulici datati che non hanno mai subito interventi di ammodernamento, ci sentiamo di consigliare il rifacimento <em>tout court</em>, anche se ciò comporta un maggiore investimento iniziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Un corretto rifacimento prevede la totale rimozione del vecchio impianto per non lasciare tubazioni residue che possano <strong>indebolire la resistenza meccanica</strong> di pareti e massetti e la successiva realizzazione <em>ex novo</em> del sistema sostitutivo per cui l’esecuzione dei lavori deve essere affidata ad una organizzazione edile competente in:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>demolizione di opere in muratura;</li>
<li>asportazione di tubazioni ed altri elementi idraulici;</li>
<li>installazione di nuove tubazioni e affini;</li>
<li>costruzione di opere in muratura;</li>
<li>(eventualmente) posa in opera di elementi accessori e rifiniture.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Appare evidente che i requisiti professionali e le competenze in gioco sono importanti, per cui, ancora una volta, vi consigliamo di delegare la supervisione ad un <span style="color: #000000;"><strong>consulente</strong></span> esperto, anche perché per questo genere di lavori occorrono degli adempimenti burocratici come:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata</strong> (<em>CILA</em>);</li>
<li><strong>Segnalazione di nuova agibilità al Comune competente</strong>.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">I vantaggi di una corretta ristrutturazione dell’impianto idraulico domestico</h3>
<p style="text-align: justify;">Secondo l’entità dei danni accertati e dei lavori eseguiti, si possono stabilire dei vantaggi oggettivi derivanti dalla corretta ristrutturazione del vostro impianto idraulico, in particolare:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>se è rilevata una eccessiva concentrazione di calcare e si installa un addolcitore, a fronte di una spesa iniziale non spropositata si allunga notevolmente la durata della vita d’esercizio di tubazioni e dispositivi che utilizzano l’acqua per le loro diverse funzioni;</li>
<li>se è rilevata la presenza di tubazioni metalliche corrose o danneggiate e si opera un rifacimento integrale dell’impianto con l’installazione di condutture isolanti multistrato si prevengono rischi per la salute e si risparmia energia e denaro in quanto si eliminano contestualmente dei fastidiosi <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/ponti-termici-cosa-sono-cosa-comportano-e-come-trattarli/">ponti termici</a></strong></span>;</li>
<li>in ogni caso, inserendo il rifacimento dell’impianto idraulico nel contesto di un significativo intervento di <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/#interior_design">ristrutturazione</a></strong></span> edile, è possibile ottenere le <strong>detrazioni fiscali</strong> come previsto dagli appositi decreti normativi.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invitiamo, come di consueto, a comunicarci eventuali considerazioni o suggerimenti al riguardo, saremo lieti di esaminare qualsiasi aspetto!</p>
<p style="text-align: justify;">Fateci pervenire vostri commenti, considerazioni e richieste di pareri.</p>
<p style="text-align: justify;">Potete seguire tutti i nostri aggiornamenti di settore sulla pagina <strong><span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.facebook.com/MEA.Studio.Architecture/">Facebook</a></span>, <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://it.linkedin.com/company/mea-studio-architecture">Linkedin</a></span>, <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://plus.google.com/+MEAStudioCertificazioneEnergeticaRoma?hl=it">Google+</a></span>, <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.instagram.com/meastudio/">Instagram</a> </span></strong>o <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://twitter.com/mearchstudio">Twitter</a></strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">In <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/category/news/">questa sezione</a></strong></span>, altresì, potrete consultare l’intero archivio delle nostre notizie.</p>
<hr />
<table style="height: 150px;" border="”1″" width="100%" align="”center”" bgcolor="”#000000″">
<tbody>
<tr>
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</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		</item>
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		<title>Isolamento acustico: i corretti interventi per il miglioramento del comfort</title>
		<link>https://www.studiomea.it/isolamento-acustico-interventi-per-il-comfort/</link>
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		<pubDate>Thu, 18 Oct 2018 13:55:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[meastudio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Si parla spesso di benessere abitativo dell’abitazione e, nella grande maggioranza dei casi, si pensa subito ai risvolti climatici e all’arredamento dei diversi spazi di vita. Più di rado si menziona il cosiddetto comfort acustico, nonostante questo sia messo spesso a rischio, soprattutto nei grandi centri abitati, negli immobili costruiti vicino a strade, autostrade, ferrovie e aeroporti e negli stabili costruiti con scarsi &#8211; o nulli &#8211; criteri progettuali specifici. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si parla spesso di benessere abitativo dell’abitazione e, nella grande maggioranza dei casi, si pensa subito ai risvolti climatici e all’arredamento dei diversi spazi di vita. Più di rado si menziona il cosiddetto <strong><em>comfort acustico</em></strong>, nonostante questo sia messo spesso a rischio, soprattutto nei grandi centri abitati, negli immobili costruiti vicino a strade, autostrade, ferrovie e aeroporti e negli stabili costruiti con scarsi &#8211; o nulli &#8211; criteri progettuali specifici.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove costruzioni devono rispondere a precisi requisiti tecnici mentre sulle preesistenze si può intervenire, ma con criterio e scegliendo bene come e dove farlo…</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il meccanismo di propagazione dei rumori in un edificio</h3>
<p>Il  rumore altro non è che un’emissione sonora, quindi la sua propagazione segue gli stessi principi fisici dell’acustica. Essa può avvenire in aria o in un mezzo solido per cui in un edificio si diffonde attraverso le pareti, i solai, i vetri e… l’aria che riempie tutto il resto.</p>
<p style="text-align: justify;">Possono anche venire a determinarsi delle particolari configurazioni geometriche e di materiali tali da costituire delle vie preferenziali di propagazione sonora, denominate <strong><em>ponti acustici</em></strong> e aventi caratteristiche analoghe ai <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff; text-decoration: underline;" href="http://www.studiomea.it/ponti-termici-cosa-sono-cosa-comportano-e-come-trattarli/">ponti termici</a></strong></span>, che invece del suono trasmettono il calore.</p>
<p style="text-align: justify;">Le principali sorgenti di rumore sono esterne (traffico, presenza di impianti, attività lavorative…), interne (presenza di macchinari, attività di altre persone presenti nell’appartamento…) e da unità immobiliari contigue (presenza di macchinari e attività di altre persone presenti in appartamenti confinanti, calpestio dal piano superiore…).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Quando un’emissione sonora diventa un “rumore”</h3>
<p>Non tutte le emissioni sonore costituiscono un rumore, dipende dal valore che hanno i loro parametri principali, ossia <strong>frequenza</strong>, <strong>potenza</strong> e <strong>qualità percepita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’orecchio dell’uomo è abituato fisiologicamente a captare emissioni sonore che rientrano in determinati campi di valori di detti parametri e, in tal caso, non avverte sensazioni sgradevoli o disagio. Il suono udito è considerato un rumore quando <strong>uno o più valori eccedono i valori di soglia</strong>, ad esempio se una sorgente è troppo potente oppure emette suoni ad una frequenza fastidiosa o se più sorgenti si combinano e creano riflessioni sulle superfici interne dei locali e riverberi o fruscii acustici fastidiosi (è il caso del traffico stradale continuo).</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’importanza della corretta diagnosi acustica dell’edificio</h3>
<p>Per quanto fin qui detto, si capisce bene che ogni singola unità immobiliare fa storia a sé dal punto di vista del benessere acustico, dipendendo questo dai materiali di costruzione, dalle attività interne e dalle condizioni al contorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo passo da fare per orientarsi sulle scelte di eventuali interventi di miglioramento è quindi prenotare un sopralluogo di un <strong>tecnico competente</strong> presso la propria abitazione. Questi condurrà una analisi fonometrica approfondita per avere il quadro preciso delle sorgenti sonore e delle vie di propagazione, senza trascurare davvero nulla, pena l’inutilità di futuri lavori di adeguamento. Un bravo professionista sa raccogliere tutte le informazioni significative sia attraverso indagini strumentali (essenzialmente col fonometro) sia col proprio occhio clinico. Solo dopo una scrupolosa elaborazione dei dati egli arriva a rilasciare una <strong>perizia tecnica</strong> con relativa <strong>diagnosi acustica</strong>. Da questa, si possono trarre le dovute conclusioni per decidere o meno di intervenire e, in tal caso, per progettare i migliori <strong>interventi di ristrutturazione</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I corretti interventi di miglioramento del comfort acustico</h3>
<p style="text-align: justify;">Gli interventi di miglioramento del comfort acustico negli edifici esistenti possono essere di diverso tipo, secondo la realtà fisica e le condizioni al contorno delle singole unità immobiliari.<br />
La scelta preliminare è a discrezione dello stesso inquilino e riguarda semplicemente la selezione del materiale degli arredi, una volta saputo (o reso edotto) che i <strong>materiali porosi</strong> come legno, carta, stoffe, tappeti e cartone sono più <strong>fonoassorbenti</strong>, quindi riducono l’intensità delle emissioni sonore.<br />
Il resto, come si può intuire, spetta al progettista, che, secondo il caso, può prevedere i seguenti interventi:</p>
<h4>Riduzione del rumore proveniente dall’esterno</h4>
<p style="text-align: justify;">Prevede la realizzazione di un <strong>isolamento acustico di facciata</strong>. Negli edifici in muratura, se lo spessore della parete è adeguato, si opera soprattutto su <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/infissi-di-casa-quando-e-come-conviene-sostituirli-breve-guida-su-finestre-e-serramenti-della-propria-abitazione/">infissi e serramenti</a></strong></span>, sostituendo le finestre oppure installando dei <strong>vetri con intercapedine d’aria</strong>. In caso di vincoli urbanistici può rendersi necessario installare un <strong>doppio serramento</strong>. Spesso occorre agire anche sul cassonetto, che costituisce un ponte acustico (e termico) e deve essere opportunamente sigillato e isolato.<br />
Se invece è anche la parete ad essere inadeguata, può rivelarsi conveniente realizzare un <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/il-cappotto-termico-cose-e-perche-conviene-metterlo-alla-vostra-casa/">cappotto termico</a></strong></span> con proprietà termo- e fonoisolanti oppure una <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/facciate-ventilate-quando-ristrutturazione-edile-e-riqualificazione-energetica-possono-essere-realizzate-insieme/">facciata ventilata</a></strong></span>.</p>
<h4>Riduzione del rumore proveniente dall’interno e da unità immobiliari contigue o soprastanti</h4>
<p style="text-align: justify;">Un intervento comune è la realizzazione di <strong>contropareti verticali</strong>, mediante l’applicazione di <strong>pannelli resilienti continui</strong> ed omogenei, al cui interno è frapposta un’intercapedine di materiale leggero fonoassorbente. Questi elementi riducono notevolmente la potenza sonora e impediscono la trasmissione del riverbero e delle riflessioni acustiche.<br />
Un ottimo accorgimento costruttivo consiste nel non ancorare rigidamente le contropareti alla superficie esistente in modo da migliorare l’elasticità meccanica e ridurre l’ampiezza delle vibrazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro intervento molto praticato è la realizzazione di <strong>contropavimenti</strong> o <strong>controsoffitti</strong> per attutire i rumori da calpestio e quelli provenienti dai locali sottostanti. I controsoffitti da soli possono non risolvere completamente il problema della trasmissione del rumore se questa avviene anche attraverso le pareti collegate. Una soluzione può essere quella di <strong>rendere indipendenti solaio e pareti</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Per quel che riguarda la pavimentazione, si possono realizzare delle <strong>superfici galleggianti</strong> con massetto a secco e rivestite con un materiale a scelta fra ceramica, legno, pietra, resina o tessile.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia per le controsuperfici verticali sia per quelle orizzontali bisogna evitare scelte antiestetiche o a spessore troppo elevato che possono creare dislivelli o ridurre eccessivamente lo spazio utile. Esistono in commercio moltissime soluzioni tecnologiche ad elevate prestazioni acustiche e di piccolo spessore.</p>
<p style="text-align: justify;">Da valutare insieme al progettista se può risultare conveniente realizzare, nello stesso contesto, un <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/sistemi-radianti-a-pavimento-la-climatizzazione-di-casa-e-confortevole-e-conveniente/">pavimento radiante</a></strong></span> per migliorare le <strong>prestazioni energetiche</strong><strong> dell’immobile</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invitiamo, come di consueto, a comunicarci eventuali considerazioni o suggerimenti al riguardo, saremo lieti di esaminare qualsiasi aspetto!</p>
<p style="text-align: justify;">Fateci pervenire vostri commenti, considerazioni e richieste di pareri.</p>
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<hr />
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		<title>Rischio sismico: il ruolo delle murature armate come strumento pratico (e teorico) di prevenzione</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Oct 2018 16:55:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[meastudio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Si sfata finalmente un “mito” dell’edilizia, quello delle tamponature che non hanno rilevanza ai fini strutturali. In realtà pareti, muri e setti di separazione degli ambienti, soprattutto in determinate condizioni dinamiche, risultano decisivi per la sicurezza statica del fabbricato e l’incolumità delle persone che vi si trovano all’interno. E allora occorre progettare anche tali elementi costruttivi secondo importanti criteri antisismic &#160; Cosa succede alle tamponature in caso di sollecitazione dinamica [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si sfata finalmente un “mito” dell’edilizia, quello delle <strong><em>tamponature che non hanno rilevanza ai fini strutturali</em></strong>. In realtà pareti, muri e setti di separazione degli ambienti, soprattutto in determinate condizioni dinamiche, risultano decisivi per la <strong>sicurezza statica del fabbricato</strong> e l’<strong>incolumità delle persone</strong> che vi si trovano all’interno. E allora occorre progettare anche tali elementi costruttivi secondo importanti criteri antisismic</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cosa succede alle tamponature in caso di sollecitazione dinamica della struttura</h3>
<p style="text-align: justify;">A livello concettuale sembra abbastanza facile intuire che, se una struttura comincia ad oscillare, questa <strong>trascina con sé qualunque cosa sia da essa portata</strong>, compresi i solai, le murature e ogni altro elemento costruttivo in qualche modo solidale. Durante tale moto oscillatorio, quindi, questi ultimi non si trovano più in stato di quiete ma “reagiscono” ciascuno con una propria modalità, secondo le caratteristiche elastiche, geometriche e ponderali, col rischio di diventare loro malgrado e, finora, abbastanza imprevedibilmente, dei veri e propri <strong>corpi distruttivi</strong>. Potrebbero insomma verificarsi dei casi paradossali in cui la struttura, essendo <strong>progettata con criteri antisismici</strong> e secondo tutti gli accorgimenti previsti, regge bene la prima onda d’urto di un eventuale sisma ma poi al suo interno cominciano lo stesso a verificarsi lesioni e situazioni pericolose a causa del comportamento <em>random</em> delle tamponature. Questa fenomenologia, nonostante la gravità che sottende, fino a poco tempo fa non era sottoposta a vincoli normativi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’aggiornamento delle Norme Tecniche per le Costruzioni in materia di murature armate</h3>
<p style="text-align: justify;">E’ storia recente, infatti, addirittura solo del 2018, l’aggiornamento normativo delle Norme Tecniche per le Costruzioni (<em>NTC</em>) in cui si dichiara esplicitamente che in ogni struttura si deve garantire anche la sicurezza dei cosiddetti <strong><em>elementi non-strutturali</em></strong> ossia quelli distinti dal classico sistema di fondazione più telaio di travi e pilastri. Finalmente (diciamo noi) si conferisce la giusta importanza anche a quelle componenti del fabbricato che, comunque, per intrinseche proprietà di rigidezza, resistenza e massa inerziale possono diventare <strong>significativamente influenti nei confronti della risposta dell’edificio</strong> in conseguenza ad una sollecitazione dinamica come ad esempio un treno di onde sismiche. A risentire del comportamento di tali elementi non-strutturali, infatti, nonostante la definizione, è proprio&#8230; l’<strong><em>intera struttura</em></strong> e quindi la stessa incolumità degli abitanti che vi si trovano dentro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’ingegnosa soluzione delle murature armate</h3>
<p style="text-align: justify;">Essendo stato ormai assodato che trascurare il comportamento delle tamponature può rivelarsi una leggerezza troppo rischiosa, la <strong>corretta progettazione antisismica</strong> di una costruzione deve porre estrema attenzione tanto alla struttura portante quanto agli elementi non-strutturali. Una applicazione concreta è data, per fare un buon esempio, dalle tamponature  con schema resistente a telaio o, detto in altre parole, dall’impiego di <strong><em>murature armate</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In buona sostanza, si creano delle pareti verticali al cui interno sono inserite diverse <strong>anime d’acciaio</strong> o <strong>barre di rinforzo</strong>. Ovviamente lo schema dell’intelaiatura non può assolutamente essere improvvisato ma deve rispondere a ben precise analisi dinamiche, in modo da garantire, nel momento del bisogno, <strong>adeguate risposte alle sollecitazioni fuori piano</strong>.<br />
E’ possibile creare perfino murature verticali di grandi dimensioni, secondo <strong>schemi a più campate</strong>, come nel caso di edifici monopiano o capannoni industriali, garantendo margini di sicurezza elevati perfino in condizioni di <strong>vento eccezionale</strong> o durante un <strong>evento sismico</strong>, cosa che sarebbe impensabile per le strutture progettate con elementi non-strutturali alla “vecchia maniera”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">L’idea delle murature armate, oltre che dare un contributo fattivo alla sicurezza del manufatto in cui sono realizzate, riveste anche un significato più profondo di quello che potrebbe apparire, in quanto, per la prima volta, fa davvero pensare ad una <strong>sicurezza non parziale</strong> della struttura, ossia non solo statica e non solo del telaio ma anche <strong>dinamica</strong> e <strong>dell’edificio tutto</strong>, dato dall’<strong>insieme di elementi portanti e non portanti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A nostro parere, nel momento storico dell’<strong>edilizia</strong> in cui ci troviamo, quando ancora dobbiamo sensibilizzare i cittadini sui vantaggi offerti dalla <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/giornata-nazionale-prevenzione-sismica/">prevenzione</a></strong></span> e dalle <strong>detrazioni fiscali</strong> del <strong><em>sisma bonus, </em></strong>e quando ci troviamo a dover assistere a gravi sciagure dovute ad una <strong>cattiva campagna di mitigazione dei rischi</strong> nell’edilizia (rischi sismici e non), riteniamo che le soluzioni come le murature armate possano essere un ottimo strumento per far capire l’importanza concettuale della buona progettazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invitiamo, come di consueto, a comunicarci eventuali considerazioni o suggerimenti al riguardo, saremo lieti di esaminare qualsiasi aspetto!</p>
<p style="text-align: justify;">Fateci pervenire vostri commenti, considerazioni e richieste di pareri.</p>
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		<title>Nuova scoperta nel fotovoltaico: luce convertita prima in calore e poi in elettricità</title>
		<link>https://www.studiomea.it/nuova-scoperta-fotovoltaico-luce-in-calore-ed-elettricita/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Oct 2018 16:48:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[meastudio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; I vecchi sistemi di conversione dell’energia solare sembrano avere, se non le ore, comunque i “mesi contati”. Sta infatti progredendo un recente studio condotto da tecnici e scienziati del Massachusetts Institute of Technology (MIT) secondo cui si può realizzare una cella solare di inedita concezione in grado di raddoppiare il coefficiente di rendimento degli attuali impianti. Per gli addetti ai lavori una simile dichiarazione suona quasi come un’eresia, in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>I vecchi sistemi di conversione dell’energia solare sembrano avere, se non le ore, comunque i “mesi contati”. Sta infatti progredendo un recente studio condotto da tecnici e scienziati del <strong>Massachusetts Institute of Technology</strong> (<strong><em>MIT</em></strong>) secondo cui si può realizzare una cella solare di inedita concezione in grado di <strong>raddoppiare il coefficiente di rendimento</strong> degli attuali impianti. Per gli addetti ai lavori una simile dichiarazione suona quasi come un’eresia, in quanto esistono dei limiti teorici e pratici apparentemente insuperabili, eppure con ingegno e creatività i ricercatori di Boston sembrano aver disinvoltamente eluso tale barriera. Vediamo qual è il loro <em>segreto</em>&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il limite teorico di conversione dell’energia solare</h3>
<p style="text-align: justify;">Risale all’ormai lontano 1961 la definizione teorica &#8211; con relativa dimostrazione &#8211; del limite di conversione dell&#8217;energia solare, detto anche <strong><em>Limite di Shockley-Queisser</em></strong>, dal nome degli scienziati che lo hanno formalizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">In sostanza, tale limite è calcolabile con esattezza facendo riferimento al tasso di conversione dell’energia incidente su una cella solare e si attesta su di un valore massimo pari al <strong>33,7 per cento</strong>. Fino ad oggi la pratica ha sempre confermato l’impossibilità di superare questa soglia, arrivando ad un rendimento effettivo, pur considerato tra i migliori tecnicamente raggiungibili, del 32 per cento con le comuni <strong>celle al silicio monostrato</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Va detto che, con opportuni accorgimenti costruttivi, si riesce ad andare oltre la fatidica soglia ma occorrono comunque più strati di celle solari, sicuramente meno convenienti economicamente e più impegnativi in termini di manutenzione e smaltimento. In ogni caso, ogni singolo strato rimane sempre e comunque assoggettato al vincolo teorico, quindi le celle multistrato non costituiscono affatto un’innovazione concettuale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La nuova cella termofotovoltaica e il superamento del limite teorico</h3>
<p style="text-align: justify;">E allora veniamo alla vera scoperta degli studiosi del <em>MIT</em> ossia la nuova <strong>cella solare termofotovoltaica</strong>, l’unico elemento singolo davvero capace di convertire l&#8217;energia solare con un tasso (ben) superiore al 33,7 per cento.</p>
<p style="text-align: justify;">Il principio base è quello di operare una <strong>duplice conversione energetica</strong>: la prima trasforma la luce solare in calore radiante, la seconda converte il calore in… luce ricaptabile dalla cella solare e quindi in energia elettrica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il processo si può riassumere come segue:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>arriva il raggio solare incidente e investe la cella solare:</li>
<li>circa il 30 per cento dell’energia è subito trasformata in elettricità pronta per l’uso, mentre il resto diventa calore;</li>
<li>normalmente il calore andrebbe disperso in atmosfera, invece nella cella termofotovoltaica lo si può immagazzina in un componente costituito da un materiale speciale;</li>
<li>tale materiale, quando raggiunge una predeterminata temperatura, si eccita ed emette energia termica ad una certa lunghezza d’onda;</li>
<li>l’energia termica radiante è riconosciuta dalla cella solare e può essere convertita in energia elettrica alla stregua di un raggio solare.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Il rendimento globale di questo sistema molto ingegnoso, secondo i calcoli effettuati, <strong>supererebbe il 60 per cento</strong>, quindi addirittura raddoppierebbe il valore teorico finora inviolato e sarebbe un ottimo strumento da applicare in moltissimi modi nell’<span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/edilizia-sostenibile-la-scelta-responsabile-dei-materiali-da-costruzione-e-i-marchi-di-certificazione/">edilizia sostenibile</a></strong></span>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le caratteristiche costruttive della nuova cella termofotovoltaica</h3>
<p style="text-align: justify;">In concreto occorre additivare una comune cella solare con materiali speciali (<strong><em>nanotubi di carbonio</em></strong>) in cui sono a loro volta dispersi dei <strong><em>cristalli nanonofotonici</em></strong>. Questi sono eccitabili a determinate temperature e quindi capaci di emettere energia termica a ben precise lunghezze d’onda, più precisamente quelle appartenenti ai <strong>colori della luce solare</strong>, ben riconoscibili dalle celle solari. Tanto più ristretto è lo spettro di emissione tanto più elevato sarà il rendimento finale in quanto sfuggirà alla <em>riconversione finale</em> solo un minimo quantitativo di calore in eccesso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">I tecnici del <em>MIT</em> hanno già realizzato numerosi prototipi grazie ai quali hanno effettuato test ad ampio raggio, che hanno tutti confermato la veridicità delle ipotesi iniziali e l’elevato rendimento energetico raggiungibile dalla nuova cella solare. Attualmente si sta lavorando ad ingrandire la scala di produzione dei pannelli in modo da poterli realizzare con sistemi industriali economicamente convenienti e, finalmente, poterli commercializzare nell’ambito di <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/riqualificazione-energetica-integrata-il-modo-piu-conveniente-per-migliorare-le-prestazioni-energetiche-di-casa/">interventi di </a></strong><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/riqualificazione-energetica-integrata-il-modo-piu-conveniente-per-migliorare-le-prestazioni-energetiche-di-casa/">riqualificazione energetica</a></strong></span>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I vantaggi derivanti dall’introduzione della cella termofotovoltaica</h3>
<p style="text-align: justify;">Il primo vantaggio concreto, è facile dirlo, consiste nell’enorme incremento della <span style="color: #000000;"><strong>prestazione energetica</strong></span> dell’unità di conversione di energia solare. Praticamente, a parità di superficie del pannello, un moderno sistema produrrebbe il doppio dell’energia elettrica rispetto ad un pannello fotovoltaico di vecchia generazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo innegabile vantaggio è l’<strong>eliminazione del surriscaldamento</strong> degli elementi costruttivi, con conseguente aumento della durevolezza e dell’efficienza di funzionamento nel tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">C’è poi un aspetto forse poco intuibile ma essenziale, che consiste nella <strong>stabilizzazione della produttività</strong> per la minore dipendenza dalla variabilità meteo. In effetti, la produzione “secondaria” di energia elettrica dipende esclusivamente dalla riemissione termica e può essere resa continua con l’installazione di un semplice accumulatore di calore, regolato per funzionare a ciclo continuo.</p>
<p style="text-align: justify;">A quanto pare le novità nel settore fotovoltaico non mancano, come anche avevamo fatto notare nell’<span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/piastrella-termofotovoltaica-efficienza-energetica-estetica/">articolo appena pubblicato</a></strong></span>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invitiamo, come di consueto, a comunicarci eventuali considerazioni o suggerimenti al riguardo, saremo lieti di esaminare qualsiasi aspetto!</p>
<p style="text-align: justify;">Fateci pervenire vostri commenti, considerazioni e richieste di pareri.</p>
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		<title>Piastrella termofotovoltaica calpestabile: in un solo elemento efficienza energetica, estetica e funzionalità</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Sep 2018 10:39:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[meastudio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Finalmente una svolta per gli elementi fotovoltaici, la stragrande maggioranza dei quali è caratterizzata da una bassa resistenza meccanica e da una certa rigidità di posa in opera. Adesso esiste la cosiddetta piastrella termofotovoltaica calpestabile, molto resistente e che può essere assemblata iterativamente fino a formare pareti, suoli e superfici piane di diverse inclinazioni e dimensioni secondo le specifiche esigenze. Un concentrato di innovazioni tecnologiche che secondo noi è destinato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente una svolta per gli elementi fotovoltaici, la stragrande maggioranza dei quali è caratterizzata da una bassa resistenza meccanica e da una certa rigidità di posa in opera. Adesso esiste la cosiddetta <strong><em>piastrella termofotovoltaica calpestabile</em></strong>, molto resistente e che può essere assemblata iterativamente fino a formare pareti, suoli e superfici piane di diverse inclinazioni e dimensioni secondo le specifiche esigenze. Un concentrato di innovazioni tecnologiche che secondo noi è destinato a riscuotere un grande successo nell’edilizia e in settori contigui.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Dalla ricerca italiana una piastrella solare con tante caratteristiche innovative</h3>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta siamo orgogliosi di divulgare le proprietà di un prodotto innovativo &#8211; quasi rivoluzionario si potrebbe dire &#8211; frutto dell’italico ingegno, più precisamente dal <strong>Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Bologna</strong>. Si tratta di una piastrella solare polifunzionale molto interessante dal punto di vista tecnico progettuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa ha di tanto ingegnoso questo oggetto? Non una ma diverse soluzioni geniali. La prima di esse consiste nel fatto che è un <strong>sistema ibrido a conversione solare</strong>, cioè è capace, quando investito dai raggi del sole, di produrre sia elettricità per effetto fotovoltaico sia calore per effetto termico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda soluzione geniale è nella <strong>facilissima assemblabilità</strong> di ciascuna piastrella, che permette la riproduzione in serie di superfici di qualsiasi inclinazione &#8211; anche molto vaste e irregolari &#8211; con poca manodopera e in breve tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La terza trovata è il conferimento di una <strong>elevata resistenza meccanica</strong> e, soprattutto, al <strong>calpestamento</strong>, il che rende possibile anche la creazione di marciapiedi, muretti, patii, suoli… e molto altri <em>piani di calpestio termofotovoltaici</em> senza dover rinunciare alla destinazione d’uso originaria della superficie rivestita, anzi aumentando il valore e la produttività di quest’ultima..</p>
<p style="text-align: justify;">Tre grandi idee, quindi, sintetizzate in un solo versatile prodotto capace di:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">sfruttare l&#8217;effetto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica;</li>
<li style="text-align: justify;">sfruttare l&#8217;effetto termico per produrre acqua calda sanitaria;</li>
<li style="text-align: justify;">resistere all’usura da calpestamento e rivestire praticamente qualsiasi suolo o parete.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le principali caratteristiche costruttive della piastrella termofotovoltaica</h3>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori dell’Università di Bologna hanno realizzato un ottimo progetto con tanto di brevetto industriale regolarmente depositato. Fra le cose più significative riportiamo il rivestimento con due diverse tipologie di resina sintetica, ciascuno dei quali assolve ad una diversa funzione energetica riuscendo a rendere ibrido un sistema anche di ridottissime dimensioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, le piastrelle sono fabbricate attraverso uno stampo dedicato che prevede la presenza di canali adattabili per la realizzazione, secondo i casi, di coperture inferiori o superiori e per una <strong><em>sigillatura speciale</em></strong> dopo la posa in opera del sistema finito… Detta sigillatura, in effetti, pur assolvendo al compito di preservare il pannello dalle intemperie e da altri agenti usuranti, non è da considerare definitiva ma permette l’eventuale successiva asportazione delle singole piastrelle con appositi dispositivi di distacco per rendere davvero massima la modularità e flessibilità di progettazione ed assemblaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro aspetto che potrebbe sembrare marginale e invece è fondamentale è il <strong>ridotto spessore</strong> della piastrella, praticamente identico a quello di una tradizionale mattonella autobloccante e quindi tale da conferire estrema compatibilità d’integrazione e rivestimento nel <strong>restauro</strong> di opere preesistenti senza che sia richiesta una particolare abilità o una specifica metodologia di posa agli operatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>I vantaggi della piastrella termofotovoltaica</h3>
<p style="text-align: justify;">Appaiono intuitivi i benefici derivanti da questo nuovo tipo di piastrelle solari:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">possono essere usate per rivestire superfici di particolari metrature e con vincoli di posa difficilmente superabili con i tradizionali pannelli;</li>
<li style="text-align: justify;">garantiscono una duplice produzione di energia (solare termica e fotovoltaica) e quindi aumentano notevolmente il rendimento energetico della superficie rivestita;</li>
<li style="text-align: justify;">conferiscono facile riproducibilità in serie ai piani di rivestimento su molti tipi di superficie, quindi sono sistemi applicabili non solo nell’<strong><a href="http://www.studiomea.it/#edilizia_crc">edilizia</a></strong> in senso stretto ma anche per la copertura di pavimentazioni industriali e per i rivestimenti tecnici nel settore camperistico o nautico;</li>
<li style="text-align: justify;">la loro resistenza meccanica rende praticamente totale la fruizione degli spazi rivestiti, che diventano al contempo piani di calpestio e superfici energeticamente produttive per cui risulta estremamente agevole, in sede di progettazione di un intervento di <strong>ristrutturazione</strong>, riconvertire pareti, terrazzi e altre superfici senza dover spendere un patrimonio, anzi aumentando le <strong>prestazioni energetiche</strong> dell’edificio.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invitiamo, come di consueto, a comunicarci eventuali considerazioni o suggerimenti al riguardo, saremo lieti di esaminare qualsiasi aspetto!</p>
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		<title>Errori nei lavori di ristrutturazione: responsabilità e tutela dei propri diritti</title>
		<link>https://www.studiomea.it/errori-nei-lavori-di-ristrutturazione-e-diritti/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Sep 2018 17:39:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[meastudio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Le ristrutturazioni edili, come ogni attività umana, sono purtroppo soggette ad errori, omissioni, non conformità e imprevisti più o meno accidentali… Vogliamo far vedere come si può distinguere l’uno dall’altro per attribuire in modo corretto le rispettive responsabilità e ottenere eventuali risarcimenti o comunque esercitare i propri diritti. &#160; Colpa di una cattiva ristrutturazione: il principale indiziato è sempre l’impresa edile che ha materialmente eseguito i lavori, eppure&#8230; Intuitivamente e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le ristrutturazioni edili, come ogni attività umana, sono purtroppo soggette ad errori, omissioni, non conformità e imprevisti più o meno accidentali… Vogliamo far vedere come si può distinguere l’uno dall’altro per attribuire in modo corretto le rispettive <strong>responsabilità</strong> e ottenere eventuali <strong>risarcimenti</strong> o comunque <strong>esercitare i propri diritti</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Colpa di una cattiva ristrutturazione: il principale indiziato è sempre l’impresa edile che ha materialmente eseguito i lavori, eppure&#8230;</h3>
<p style="text-align: justify;">Intuitivamente e istintivamente, quando ci si accorge che gli <strong>interventi di ristrutturazione</strong> sul proprio immobile presentano degli <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/ristrutturazione-edilizia-quali-sono-gli-errori-piu-comuni-e-come-evitarli/">errori</a></strong></span>, la prima azione che viene in mente di fare è contattare il titolare della <strong>ditta appaltatrice</strong> che ha eseguito i lavori sul posto e reclamare. Altrettanto puntualmente, però, detto titolare sarà lesto nel rispondere che i suoi dipendenti si sono rigorosamente attenuti a quanto prescritto dal capitolato dei lavori elaborato dal <strong>progettista</strong> e quindi deve essere quest’ultimo a rispondere dei danni riscontrati. La replica del progettista non si farà attendere e probabilmente punterà il dito contro l’<strong>amministratore</strong> del condominio addebitandogli il fatto che non abbia vigilato bene sulla sua eventuale scelta della ditta incaricata per l’esecuzione dei lavori. Allora sarà l’amministratore ad alzare la voce contro lo stesso <strong>proprietario immobiliare</strong> contestando il ritardo col quale ha sollevato il reclamo… Insomma, sembra di essere capitati in un vero e proprio <em>giallo edilizio</em> in cui il colpevole può essere chiunque o nessuno, ma di chi è effettivamente la ragione e di chi la colpa? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>La ditta appaltatrice dei lavori può essere colpevole quando:</h3>
<ul>
<li style="text-align: justify;">ha conoscenza a priori e non informa preventivamente il committente di eventuali vizi e difformità facilmente e univocamente riconoscibili immediatamente dopo la fine dei lavori;</li>
<li style="text-align: justify;">una perizia tecnica <em>super partes</em> evidenzia gravi indizi di responsabilità e/o negligenza a causa di una cattiva esecuzione dei lavori di ristrutturazione.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il tecnico progettista dei lavori può essere colpevole quando:</h3>
<ul>
<li style="text-align: justify;">nella redazione del progetto non indica in modo chiaro e univoco le operazioni principali da eseguire;</li>
<li style="text-align: justify;">il progetto non rispetta le norme cogenti o presenta delle omissioni.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>L’amministratore di condominio può essere colpevole quando:</h3>
<ul>
<li style="text-align: justify;">col suo operato o mancato operato interferisce sulla corretta esecuzione dei lavori;</li>
<li style="text-align: justify;">affida l’incarico ad una organizzazione appaltatrice non avente i requisiti necessari o non all’altezza del livello di qualità preventivamente dichiarato.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il proprietario immobiliare non può sporgere reclamo quando:</h3>
<ul>
<li style="text-align: justify;">a partire dalla data in cui è consapevole dei difetti riscontrati attende più di sessanta giorni solari per formalizzare una richiesta ufficiale di rimborso dei danni. Tale periodo è esteso ad un anno solare se i danni sono di entità tale da prefigurare il rischio di rovina strutturale;</li>
<li style="text-align: justify;">ha autorizzato i lavori dopo essere stato correttamente informato dalla ditta esecutrice di eventuali difformità univocamente riconoscibili.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cosa è utile sapere quando ci sono degli errori nei lavori di ristrutturazione</h3>
<p style="text-align: justify;">Viste in sintesi le principali situazioni di colpa in cui possono trovarsi i protagonisti del <em>giallo della ristrutturazione difettosa </em>illustriamo più in dettaglio come è possibile districarsi nel migliore dei modi da questa insidiosa vicenda.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo consiglio che diamo è quello di affidare ad un <span style="color: #000000;"><strong>professionista abilitato</strong></span> l’incarico di redigere una perizia tecnica <em>super partes</em> per individuare il o i vizi d’opera, il o i rispettivi responsabili e per verificare se si è nei tempi previsti dalla legge per chiedere giustizia. A tal proposito, ricordiamo che il committente ha diritto ad una <strong>garanzia di due anni</strong> sui lavori di <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/#interior_design">ristrutturazione</a></strong></span> del proprio immobile, che si estende ad un periodo di <strong>dieci anni</strong> nel caso in cui si riscontri il rischio di rovina strutturale.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda cosa da fare è la <strong>formalizzazione della richiesta di rimborso</strong>, da inviare tramite raccomandata <em>A/R</em> o Posta Elettronica Certificata (PEC) presso la sede legale del o dei danneggianti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta appurato che il committente ha ragione, se i lavori sono ancora in corso questi può:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><strong>sospendere il pagamento</strong> fino a che i danni non siano stati riparati;</li>
<li><strong>richiedere uno sconto</strong> o un risarcimento a compensazione della spesa finale;</li>
<li><strong>risolvere il contratto</strong> previamente stipulato, chiedere il rimborso delle spese sostenute e non godute e, se queste non sono sufficienti a risarcire il danno, chiedere un ulteriore risarcimento.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Nel caso in cui i lavori siano già stati ultimati, il danneggiato può esigere il <strong>ripristino della situazione antecedente</strong> i lavori, a spese dell’impresa esecutrice, se ritenuta responsabile. Quest’ultima può eseguire materialmente il rifacimento o coprire in solido le spese sostenute per i lavori effettuati da un’altra ditta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Per finire, un piccolo accenno ad una cosa invece molto importante: sarebbe opportuno, per evitare disguidi spiacevoli dovuti a cattive ristrutturazioni, <strong>prevenire gli errori</strong> o almeno provare a farlo, ad esempio facendosi assistere da un buon <span style="color: #000000;"><strong>consulente</strong></span> prima che comincino i lavori, per appurare la bontà del progetto tecnico, il livello qualitativo della ditta appaltatrice e la corretta acquisizione e messa in opera delle istruzioni scritte da parte delle maestranze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invitiamo, come di consueto, a comunicarci eventuali considerazioni o suggerimenti al riguardo, saremo lieti di esaminare qualsiasi aspetto!</p>
<p style="text-align: justify;">Fateci pervenire vostri commenti, considerazioni e richieste di pareri.</p>
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		<item>
		<title>Fondazioni di casa: come verificare se sono ben isolate e quali sono gli interventi in caso di danneggiamento</title>
		<link>https://www.studiomea.it/fondazioni-di-casa-come-verificarle/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Sep 2018 13:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[meastudio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Le fondazioni sono la parte più importante e sollecitata di un edificio in quanto non solo devono sostenere l’intero carico statico ma rimangono anche a contatto con il terreno e l’umidità per tutta la vita d’esercizio. Per questo motivo occorre verificarne, almeno alcune volte nell&#8217;arco della vita utile della struttura, l’integrità, e accorgersi tempestivamente di eventuali danneggiamenti o segni di sofferenza. Ci sono in ballo molti aspetti, appunto, fondamentali, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Le fondazioni sono la parte più importante e sollecitata di un edificio in quanto non solo <strong>devono sostenere l’intero carico statico ma rimangono anche a contatto con il terreno</strong> e l’umidità per tutta la vita d’esercizio. Per questo motivo occorre verificarne, almeno alcune volte nell&#8217;arco della vita utile della struttura, l’integrità, e accorgersi tempestivamente di eventuali danneggiamenti o segni di sofferenza. Ci sono in ballo molti aspetti, appunto, <em>fondamentali</em>, dall’efficienza energetica e salubrità fino alla vera e propria stabilità del fabbricato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le principali cose da sapere sulla corretta progettazione delle fondazioni di un edificio</h3>
<p style="text-align: justify;">Il primo e imprescindibile obiettivo di chi progetta le fondazioni di un palazzo è, ovviamente, la capacità portante, al netto di un appropriato margine di sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">La norma vuole che negli edifici moderni il dimensionamento e la scelta del tipo di fondazione sia opera di uno <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/">strutturista</a></strong></span> specializzato, che deve tenere conto sia dei carichi permanenti sia di quelli accidentali, facendo in modo che la posa del manufatto rimanga in armonia col terreno all’intorno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il compito del progettista, però, non può esaurirsi così: quella è la sola componente per così dire “necessaria” mentre occorre ancora considerare quella “sufficiente” ossia assicurare un comportamento il più possibile omogeneo e conservativo nel tempo al sistema edificio/fondazione/terreno.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo caso, le insidie maggiori sono costituite dai cedimenti differenziali e dalla perdita delle caratteristiche meccaniche e termiche degli elementi costruttivi delle fondazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Per soddisfare tutte le esigenze, quindi, occorre pianificare ed eseguire, prima ancora della progettazione esecutiva, una serie di <strong>indagini geotecniche</strong> volte ad acquisire i parametri principali che rappresentano le proprietà fisiche, chimiche e idrogeologiche del cosiddetto <strong><em>bulbo di terreno</em></strong> interessato dalla fondazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo dopo tali accertamenti è possibile decidere la corretta tipologia di fondazione, definire estensione e profondità e disegnare la giusta collocazione delle armature.<br />
Per quel che riguarda la conservazione nel tempo delle qualità meccaniche di progetto, è fondamentale operare, nella fase stessa di costruzione, un <strong>corretto isolamento delle fondazioni</strong>. Quest’ultimo svolge il vitale compito di prevenire il verificarsi di infiltrazioni d’acqua, muffe, screpolature, macchie, condense, fessure o lesioni anche di più grave entità, che vanno a <strong>deteriorare dapprima la capacità termoisolante</strong> e poi, progressivamente, perfino la <strong>portanza della fondazione</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Come sapere se è stato eseguito un corretto isolamento delle fondazioni</h3>
<p style="text-align: justify;">In genere, un corretto isolamento è eseguito con una delle seguenti due tecniche:</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li><strong><em>Realizzazione di intercapedini areate lungo il perimetro dell’edificio</em></strong>. Consiste nella posa di muri verticali esterni in cemento armato a distanza di circa cinquanta centimetri dai muri di fondazione. In questo modo si confina internamente la fondazione, che rimane in un ambiente protetto dall’aggressione di agenti chimici del terreno e dall’infiltrazione di acqua dalle falde circostanti. Lo spazio fra i due muri non solo preserva le condizioni di sicurezza strutturale dal degrado ma favorisce anche  l’evaporazione dell’umidità, per lo stesso fenomeno descritto in questo articolo sulle <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/facciate-ventilate-quando-ristrutturazione-edile-e-riqualificazione-energetica-possono-essere-realizzate-insieme/">facciate ventilate</a></strong></span>, per cui mantiene intatte le caratteristiche termoisolanti delle fondazioni.</li>
<li><strong><em>Creazione di una barriera impermeabile lungo tutte le fondazioni</em></strong>. Si mette in atto posando delle membrane impermeabili armate, usualmente di materiale bituminoso o geotessile. La <strong>scelta del materiale</strong> è di primaria importanza, poiché deve resistere nel tempo al carico idraulico, alla formazione e pressione di radici e all’azione di agenti chimici e organici presenti nel terreno.<br />
Uno dei punti critici di questa tecnica è la dipendenza dall’abilità dei posatori in quanto è decisiva la perfetta aderenza delle membrane bituminose alla fondazione, quasi come se dovessero formare una seconda superficie. Per tale motivo sarebbe opportuno installare <strong>due membrane sovrapposte</strong> per essere maggiormente sicuri del grado di impermeabilizzazione.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">In entrambi i casi deve essere installato un efficiente <strong>sistema di drenaggio</strong>, di norma consistente in un tubo con finestre nella parte superiore, intorno al quale si pratica un filtro composto da ghiaie o inerti di grande granulometria. Tale sistema corriva le acque di falda e quelle piovane e le convoglia verso le fognature, allontanandole dalle fondazioni.<br />
Tutto ciò detto, se la progettazione e l’esecuzione dell’isolamento delle fondazioni sono state fatte a regola d’arte, queste non devono presentare <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/ponti-termici-cosa-sono-cosa-comportano-e-come-trattarli/">ponti termici</a></strong></span>, <strong>risalite capillari</strong> di umidità, danni da <strong>percolamento</strong>, <strong>macchie o condense</strong>, <strong>screpolature</strong>, <strong>fessure</strong> o lesioni anche peggiori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Cosa fare se si sospetta un cattivo isolamento delle fondazioni?</h3>
<p style="text-align: justify;">La nostra esperienza ci dice che quando nella propria abitazione si sono già riscontrate problematiche come quelle appena esposte, le fondazioni (se sono state fatte perché fino agli anni ‘40 ‘50 non era neanche obbligatorio realizzarle) lamentano delle carenze progettuali o esecutive e devono essere sottoposte a interventi di <strong>consolidamento e restauro</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Le tecniche prima illustrate sono applicate in modo ottimale durante la costruzione <em>ex novo</em> di un edificio mentre risultano meno risolutive quando interessano le preesistenze, in particolare le strutture datate e/o completamente sprovviste di isolamento o impermeabilizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Esistono comunque diverse opzioni tra le quali scegliere, come il <strong><em>jet-grounding</em></strong>, ossia l’iniezione di resine e materiali sintetici nel terreno o anche nelle murature, in modo da realizzare una vera e propria contro parete interna (anziché esterna, che nella maggioranza dei casi è disagevole o poco conveniente praticare) ai muri del fabbricato. Delle volte può rendersi addirittura necessario <strong>installare dei martinetti idraulici provvisori</strong> su cui far gravitare l’intero palazzo mentre si provvede a <strong>ricostruire da capo la fondazione</strong> (o parte di essa) lesionata.<br />
La realtà è che ogni singola situazione deve essere valutata da un esperto competente con la massima cura per progettare il migliore <strong>intervento di ristrutturazione</strong> possibile, anche alla luce delle attuali norme che incentivano, ad esempio, i lavori di adeguamento sismico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invitiamo, come di consueto, a comunicarci eventuali considerazioni o suggerimenti al riguardo, saremo lieti di esaminare qualsiasi aspetto!</p>
<p style="text-align: justify;">Fateci pervenire vostri commenti, considerazioni e richieste di pareri.</p>
<p style="text-align: justify;">Potete seguire tutti i nostri aggiornamenti di settore sulla pagina <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://www.facebook.com/MEA.Studio.Architecture/">Facebook</a></strong></span><strong>, </strong><span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://it.linkedin.com/company/mea-studio-architecture">Linkedin</a></strong></span><strong>, </strong><span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://plus.google.com/+MEAStudioCertificazioneEnergeticaRoma?hl=it">Google+</a></strong></span><strong>, </strong><span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://www.instagram.com/meastudio/">Instagram </a></strong></span>o <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://twitter.com/mearchstudio">Twitter</a></strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">In <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/category/news/">questa sezione</a></strong></span>, altresì, potrete consultare l’intero archivio delle nostre notizie.</p>
<hr />
<table style="height: 150px;" border="”1″" width="100%" align="”center”" bgcolor="”#000000″">
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		<title>Degrado strutturale del cemento armato tradizionale e precompresso: quali sono le caratteristiche e le conseguenze</title>
		<link>https://www.studiomea.it/degrado-strutturale-del-cemento-armato-tradizionale-e-precompresso-quali-sono-le-caratteristiche-e-le-conseguenze/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Aug 2018 12:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[meastudio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[L’immane tragedia del crollo del ponte Morandi a Genova è ancora sotto gli occhi di tutti noi ed è difficile capacitarsi dell’entità di quanto accaduto e dei risvolti che ne seguiranno.. Intanto possiamo dire una cosa: non si può parlare di “tragica fatalità”, e vi diremo il motivo senza sconfinare nell’opinione, anche perché non è il primo collasso di una struttura dalle caratteristiche costruttive simili e purtroppo potrebbe non essere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’immane tragedia del crollo del ponte Morandi a Genova è ancora sotto gli occhi di tutti noi ed è difficile capacitarsi dell’entità di quanto accaduto e dei risvolti che ne seguiranno..</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto possiamo dire una cosa: <strong>non si può parlare di “tragica fatalità”</strong>, e vi diremo il motivo senza sconfinare nell’opinione, anche perché non è il primo collasso di una struttura dalle caratteristiche costruttive simili e purtroppo potrebbe non essere l’ultimo. Nella catastrofe, però, bisogna cercare un punto da cui <strong>ripartire e fare esperienza,</strong> al fine di prevenire futuri accadimenti simili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il degrado del cemento armato tradizionale e precompresso: un problema dell’edilizia contemporanea</h3>
<p style="text-align: justify;">L’invenzione del cemento armato risale al periodo a cavallo fra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, quindi può essere considerato, oggigiorno, una tecnologia per certi versi abbastanza matura. Non altrettanto si può dire per il suo “cugino”, ossia il cemento armato precompresso, che ha avuto le prime applicazioni nell’edilizia delle infrastrutture a partire dagli anni Cinquanta.</p>
<p style="text-align: justify;">In entrambi i casi, però, bisogna considerare che moltissime delle costruzioni erette fin dai tempi della prima introduzione di quelli che erano considerati “nuovi materiali da costruzione” sono tuttora in esercizio e inevitabilmente mostrano problemi di usura, ammaloramento e degrado strutturale dovuto a <strong>carenze progettuali non eliminabili</strong> al momento della progettazione a causa di mancanza vera e propria di nozioni teoriche e conoscenze dettate dall’esperienza e dalla successiva ricerca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo motivo, a partire dalla seconda metà del ‘900, il degrado delle strutture esistenti in cemento armato tradizionale e precompresso è diventato uno dei problemi principali dell’<strong>ingegneria civile</strong> strutturale. Il censimento di ponti, viadotti, gallerie e manufatti dislocati sul territorio italiano e lungo la rete autostradale nazionale annovera decine e decine di migliaia di strutture realizzate sulla base di limitate conoscenze tecnico-teoriche in merito a <strong>durabilità ed affidabilità</strong>. Il tutto senza considerare che queste opere devono fare i conti con un “nemico instancabile”: il <strong>tempo</strong>, sempre attivo, durante il quale le intemperie e l’entropia decrementano inesorabilmente e progressivamente le qualità meccaniche di qualsiasi materiale da costruzione, specialmente il cemento armato tradizionale e precompresso, come illustreremo in sintesi più avanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">E qui arriviamo al punto: a prescindere dall’abilità del progettista, dalla bontà delle materie prime e dalla perizia delle maestranze adibite alla costruzione di una struttura cementizia (e non solo) tutti dobbiamo ripeterci il concetto fondamentale che <strong>nessun manufatto è eterno</strong>. Nonostante la terminologia sia piuttosto suggestiva, il fatto che il <strong><em>cemento</em></strong> sia <strong><em>armato</em></strong> non garantisce una longevità fuori della norma… Sarebbe più corretto, invece, etichettare ciascuna singola opera, <strong>una per una e nessuna esclusa</strong>, con una previsione del termine della vita d’esercizio e, soprattutto, con il piano obbligatorio di verifiche tecniche di staticità e interventi di <strong>ristrutturazione</strong> e manutenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Per fare un esempio pratico, la durata media della vita d’esercizio di un ponte stradale o autostradale, alla luce della casistica e degli studi eseguiti negli ultimi decenni, <strong>non può essere considerata superiore a cento anni</strong>. Sulla scorta di quest’orizzonte temporale, si deve ritenere obbligatorio almeno un intervento riabilitativo significativo al raggiungimento di <strong>metà vita utile</strong>, quindi non oltre cinquant’anni dalla prima costruzione. Il buon senso e comuni regole di corretta prevenzione, inoltre, consiglierebbero di operare campagne sistematiche di analisi e monitoraggio almeno ogni dieci anni nell’arco dell’intera vita d’esercizio dell’opera, soprattutto se questa è sita in un luogo sismicamente attivo o esposto ad agenti atmosferici aggressivi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Corrosione ed infragilimento delle armature: gran parte del degrado strutturale dipende da loro</h3>
<p style="text-align: justify;">Analisi strutturali, modelli di simulazione e repertazioni sui luoghi ove sono avvenuti crolli e collassi hanno evidenziato che un’incidenza significativa sul degrado della resistenza meccanica è dovuto alla <strong>corrosione delle armature metalliche</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">I processi corrosivi sono infatti alla base di:</p>
<p style="text-align: justify;">- decremento della superficie resistente della sezione trasversale dei ferri d’armatura;</p>
<p style="text-align: justify;">- espulsione dei copriferro di calcestruzzo, con successiva diminuzione della capacità portante;</p>
<p style="text-align: justify;">- perdita di aderenza fra le barre d’acciaio e il calcestruzzo circostante, la quale può portare ad uno squilibrio tensionale interno all’elemento, fino alla <strong>rottura fragile</strong> nei casi più estremi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ponti, viadotti e costruzioni marittime in cemento armato precompresso sono esposti ad un maggior rischio di corrosione perché a contatto con la salsedine, che intensifica il formarsi di ossidi e ruggine.</p>
<p style="text-align: justify;">L’aggressione della corrosione è amplificata poi dagli sbalzi termici, da frequenti cicli di gelo/disgelo e dalla formazione di microfessure, che costituiscono delle vie d’accesso agevolate per gli agenti aggressivi, in un circolo vizioso che non può che autoalimentarsi.<br />
Sempre nel cemento armato precompresso si riscontra un altro meccanismo distruttivo, detto <strong>infragilimento da idrogeno</strong>. Questi è dato dalla tendenza spontanea da parte degli atomi di idrogeno a spostarsi e concentrarsi proprio nelle aree sottoposte a maggior sollecitazione meccanica, ove si creano delle micro lesioni che nel tempo crescono di dimensione fino a far <strong>collassare all’improvviso</strong> la sezione sotto sforzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti questi fenomeni, all’epoca della progettazione delle prime opere, erano <strong>pressoché sconosciuti</strong> e, probabilmente, neanche se ne ipotizzava l’eventualità. In attesa di sapere ufficialmente quali sono le cause del disastro di Genova, si possono tuttavia fin d’ora scorgere delle analogie con un fenomeno analogo come il crollo del ponte di Santo Stefano nel 1999, dovuto al degrado strutturale cagionato da quanto sopra elencato e non previsto &#8211; né prevedibile &#8211; in sede di progetto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il degrado strutturale costa e costerà molto, ma è possibile trarne dei preziosi insegnamenti</h3>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo nel mondo esistono numerosissime opere che possono correre rischi dovuti al degrado del materiale da costruzione utilizzato e da oggi fino ai prossimi decenni occorrerà uno sforzo enorme sia a livello economico sia ingegneristico per evitare nuove disgrazie… Sarà imperativo il ricorso massiccio a interventi di verifica e manutenzione di tutte le strutture esposte a tale rischio e, probabilmente, per molte di esse non sarà sufficiente o conveniente un “semplice” <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/#consolidamento_e_restauro">consolidamento e restauro</a></strong></span>, ma si dovrà provvedere alla demolizione, con tutto ciò che ne consegue.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Da questa minaccia vogliamo trovare spunti ed insegnamenti per cercare di ridurre o prevenire fenomeni analoghi:</p>
<p style="text-align: justify;">- è opportuno usare moltissima cautela nella diffusione di <strong>nuovi materiali da costruzione</strong>, tanto maggiore quanto più questi sono inediti, anche se sono considerati <em>il non plus ultra</em> della tecnologia e sono stati collaudati in tutti i modi. Ricordiamo che i test più attendibili sono quelli che avvengono <strong>dal vero in tempo reale</strong>, quindi è molto difficile per chiunque, oggi, prevedere tutti gli effetti che si manifesteranno entro cento o più anni dalla posa in opera di un materiale;</p>
<p style="text-align: justify;">- ogni nuova struttura deve essere considerata <strong>a termine</strong>, quindi nel calcolo dei costi di realizzazione e manutenzione bisognerebbe inserire anche quelli di dismissione e sostituzione e verificare che il valore finale <strong>risulti ancora conveniente</strong>;</p>
<p style="text-align: justify;">- durante la propria vita d’esercizio, ciascuna opera esistente deve <strong>necessariamente</strong> subire interventi di manutenzione e restauro pertanto si dovrebbe quantificare l’entità di questi ultimi e vederne l’andamento al passare del tempo. Se si riscontra un <strong>incremento eccessivo dei costi e/o una frequenza troppo elevata</strong> dei lavori allora vuol dire che la struttura <strong>non si trova in condizioni ottimali di sicurezza</strong> e deve essere rimossa e/o sostituita con un’altra più affidabile;</p>
<p style="text-align: justify;">- riguardo gli edifici ad uso civile, ricordiamo l’importanza della <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/giornata-nazionale-prevenzione-sismica/">prevenzione</a></strong></span> così come anche del <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/certificato-di-idoneita-statica-un-documento-fondamentale-per-la-sicurezza-della-casa-che-molti-italiani-ancora-neanche-conoscono/">certificato di idoneità statica</a>, </strong></span>e di non rinviare inutilmente l’eventuale necessità di esecuzione di interventi di adeguamento sismico, per i quali sono previsti anche incentivi fiscali molto interessanti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso vi invitiamo, come di consueto, a comunicarci eventuali considerazioni o suggerimenti al riguardo, saremo lieti di esaminare qualsiasi aspetto!</p>
<p style="text-align: justify;">Fateci pervenire vostri commenti, considerazioni e richieste di pareri.</p>
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<hr />
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		<item>
		<title>Incendi domestici: le cause più frequenti e la corretta prevenzione per evitare danni a persone e cose dentro casa</title>
		<link>https://www.studiomea.it/incendi-domestici-cause-e-prevenzione/</link>
		<comments>https://www.studiomea.it/incendi-domestici-cause-e-prevenzione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Aug 2018 11:55:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[meastudio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono numerosi i casi in cui si sviluppa un incendio dentro le abitazioni, e altrettanto gravi e frequenti sono le conseguenze e i danni che ne derivano. Purtroppo quando un incendio è già in atto si può fare poco se non cercare di mettere al riparo sé stessi e gli altri abitanti dai pericoli diretti, mentre è molto più efficace attuare una corretta prevenzione. &#160; Incendi in casa: le principali [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sono numerosi i casi in cui si sviluppa un incendio dentro le abitazioni, e altrettanto gravi e frequenti sono le conseguenze e i danni che ne derivano.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo quando un incendio è già in atto si può fare poco se non cercare di mettere al riparo sé stessi e gli altri abitanti dai pericoli diretti, mentre <strong>è molto più efficace attuare una corretta prevenzione.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Incendi in casa: le principali cause d’innesco</h3>
<p style="text-align: justify;">I non addetti ai lavori pensano &#8211; spesso a torto &#8211; che il verificarsi di un incendio nell’ambito dell’edilizia civile sia una sfortunata fatalità che capita solo a chi è incosciente o conduce comportamenti esageratamente negligenti tali da trascurare evidenti situazioni di rischio.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, a livello concettuale, le due principali cause che sottendono l’innesco di un incendio sono semplicemente la <strong><em>distrazione</em></strong> e l’<strong><em>ignoranza</em></strong>, nel senso di non avere la giusta considerazione e/o conoscenza di cosa può creare o aumentare l’accendersi di una fiamma nella propria abitazione…</p>
<p style="text-align: justify;">Più in concreto, possiamo dire che gli incendi domestici possono originarsi essenzialmente in queste situazioni:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>presenza di oggetti infiammabili (anche i libri lo sono!) troppo vicino a fonti di calore o fiamme libere;</li>
<li>corto circuito di elettrodomestici, <em>hi-fi</em>, o altri impianti alimentati ad elettricità;</li>
<li>corto circuito di alcuni elementi dell’impianto elettrico dell’appartamento;</li>
<li>malfunzionamento di stufe, <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/caldaie-a-biomassa-riscaldare-casa-con-fonti-rinnovabili-di-energia-incentivabili-con-lecobonus/">caldaie</a></strong></span>, caminetti, o altri impianti generatori di calore;</li>
<li>getto avventato di mozziconi di sigaretta, propagazione di fiamme dai fornelli della cucina, diffusione di faville dal caminetto e dal barbecue e altri <strong>comportamenti poco attenti</strong> in presenza di fuochi accesi.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Come si può intuire facilmente, una o più cose del genere possono capitare praticamente a chiunque in qualsiasi momento e non possono essere catalogate come un “accanimento della malasorte”. Certo, è vero anche che alcune circostanze sono particolarmente sfortunate, come ad esempio una infelice casualità di un forno che, acceso, potrebbe surriscaldare una bomboletta <em>spray</em> o un oggetto molto sensibile al calore dimenticato nelle immediate adiacenze, e di lì sprigionare un incendio davvero difficile da pronosticare: ma si tratta davvero di casi tanto eccezionali quanto improbabili. La stragrande maggioranza delle volte è possibile <strong>evitare gli incendi domestici,</strong> utilizzando maggiore accortezza e consapevolezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Incendi domestici: come attuare la corretta prevenzione</h3>
<p style="text-align: justify;">Una volta acquisite e tenute bene a mente quali sono le principali cause alla base degli incendi in casa, sapete bene quanto è importante darsi &#8211; e rispettare! &#8211; delle <strong>buone regole di prevenzione</strong>. Di seguito vi riportiamo le più efficaci.</p>
<p style="text-align: justify;">1. Pianificare regolari e periodici controlli da parte di <span style="color: #000000;">consulenti</span> e tecnici qualificati per verificare il corretto funzionamento di:</p>
<ul>
<li>impianto elettrico;</li>
<li>caldaia, stufe e/o altri generatori di calore;</li>
<li><span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/climatizzatore-ma-quanto-mi-costi-quello-in-classe-a-pochissimo/">sistema di climatizzazione</a></strong></span>;</li>
<li>caminetto e canna fumaria;</li>
<li>forno, fornelli e altri elementi della cucina.</li>
</ul>
<p>2. Anche quando l’impianto elettrico è ben efficiente, bisogna sempre fare attenzione a non caricarlo eccessivamente con doppie prese, ciabatte, prolunghe e altre derivazioni concentrate. Si deve evitare di “strozzare” i cavi delle utenze elettriche, come succede quando si fanno passare sotto porte o finestre o mobili pesanti.</p>
<p style="text-align: justify;">3. Imparare a riconoscere quali sono i liquidi e gli oggetti infiammabili che sono normalmente presenti in casa, soprattutto quelli <strong>senza etichetta di pericolo</strong> come ad esempio libri, giornali, olio per friggere, strofinacci e affini.</p>
<p style="text-align: justify;">4. Tenere sempre ben custoditi il camino e pentole, padelle e altri utensili quando sono sopra fuochi o fornelli accesi.</p>
<p style="text-align: justify;">5. Non avvicinare mai, neanche per poco tempo, oggetti e liquidi infiammabili a stufe, caminetti e altre fonti di calore.<br />
Controllare l’integrità dei tubi del gas dentro la cucina e lungo la facciata del palazzo. Controllare che non ci siano <strong>perdite di gas</strong> e ricordarsi di chiudere lo specifico rubinetto quando non si deve cucinare.</p>
<p style="text-align: justify;">6. Verificare che non ci siano tagli, strappi o danni sui cavi di alimentazione di elettrodomestici, <em>hi-fi</em> ed utensili elettrici in generale.</p>
<p style="text-align: justify;">7. Tenere sempre a debita distanza le prese elettriche e gli utensili da rubinetti e altre sorgenti d’acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">8. Non lasciare accendini, cerini, fiammiferi e candele <strong>alla portata di bambini</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">9. Non mantenere in stand by <em>hi-fi</em> e altre apparecchiature elettriche quando non sono utilizzate, meglio spegnerle completamente.</p>
<p style="text-align: justify;">10.<strong> Non fumare in stato di sonnolenza</strong> o quando c’è il rischio di addormentarsi e, in ogni caso, ricordarsi di gettare i mozziconi di sigaretta nel <em>water</em> e mai nel cestino dell’immondizia, ove spesso sono presenti oggetti infiammabili.</p>
<p style="text-align: justify;">11. Non utilizzare dispositivi elettrici quando si hanno piedi o mani bagnate.</p>
<p style="text-align: justify;">12. Ricordarsi di non usare in modo improprio caminetti, stufe elettriche e termoconvettori, ad esempio per asciugare vestiti.</p>
<p style="text-align: justify;">13. Nello svolgimento di lavori domestici o attività di <em>bricolage</em>, stare sempre attenti a non provocare scintille e a non fumare.</p>
<p style="text-align: justify;">14. Riporre in armadi o altri <strong>mobili di tipo stagno</strong> eventuali contenitori di liquido infiammabile e fare in modo che questi non siano facilmente accessibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Per finire, un suggerimento che rimane utile in ogni caso: per quanto si possa avere un occhio di riguardo per la prevenzione, è impossibile ridurre a zero il rischio di un incendio, quindi sarebbe opportuno installare un moderno impianto di rivelazione di fumo, meglio se messo in rete e gestibile tramite <em>smartphone</em>, cosa resa agevole dalla moderna domotica per l’<span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/automazione-casa-domotica-e-robotica-domestica-uniscono-lutile-al-dilettevole/">automazione della casa</a></strong></span>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invitiamo, come di consueto, a comunicarci eventuali considerazioni o suggerimenti al riguardo, saremo lieti di esaminare qualsiasi aspetto!</p>
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<hr />
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		</item>
		<item>
		<title>Solai in laterocemento: quali sono i danni più diffusi e le tecniche di ristrutturazione più avanzate</title>
		<link>https://www.studiomea.it/solai-in-laterocemento-tecniche-di-ristrutturazione/</link>
		<comments>https://www.studiomea.it/solai-in-laterocemento-tecniche-di-ristrutturazione/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Aug 2018 18:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[meastudio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo articolo vogliamo illustrare quali sono le lesioni e gli ammaloramenti cui vanno incontro più frequentemente i solai in laterocemento, specialmente per quel che concerne il patrimonio edilizio italiano che va dagli anni ‘50 agli anni ‘70. Niente panico, se opportunamente e tempestivamente trattati con i nuovi metodi, rapidi e avanzati, anche i solai più malmessi possono godere di lunga vita d’esercizio&#8230; &#160; Le lesioni più diffuse nei solai [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questo articolo vogliamo illustrare quali sono le lesioni e gli ammaloramenti cui vanno incontro più frequentemente i solai in laterocemento, specialmente per quel che concerne il patrimonio edilizio italiano che va dagli anni ‘50 agli anni ‘70. Niente panico, se opportunamente e tempestivamente trattati con i nuovi metodi, rapidi e avanzati, <strong>anche i solai più malmessi</strong> possono godere di <strong>lunga vita</strong> d’esercizio&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le lesioni più diffuse nei solai in laterocemento: tipologie, cause e conseguenze</h3>
<div style="overflow: hidden; height: 1px;">Le piattaforme di scommesse sportive in Manitoba si stanno sviluppando rapidamente, offrendo un&#8217;esperienza coinvolgente agli appassionati che vogliono scommettere sui loro sport preferiti. Man mano che queste piattaforme crescono, il loro successo dipende sempre di più da una funzionalità impeccabile e da un&#8217;interfaccia facile da usare, che piaccia sia agli scommettitori nuovi che a quelli esperti. È qui che l&#8217;esperienza di aziende come MEA Studio può avere un impatto trasformativo. Noto per la combinazione di competenze tecniche e design moderno, MEA Studio è specializzato nella creazione di soluzioni integrate che migliorano l&#8217;esperienza dell&#8217;utente. La sinergia tra design all&#8217;avanguardia ed efficienza tecnica rende MEA Studio un partner ideale per l&#8217;industria delle <a href="https://onlinecasinomanitoba.com/manitoba-sports-betting/">Manitoba sports betting</a>. Inoltre, la loro esperienza nella sicurezza dei cantieri e nel restauro degli edifici garantisce che sia i nuovi sviluppi che le ristrutturazioni soddisfino gli standard più elevati, creando uno spazio sicuro per ospitare le attrezzature necessarie al funzionamento di queste piattaforme. </div>
<p style="text-align: justify;">I solai in laterocemento di cui parliamo sono soprattutto quelli presenti negli edifici costruiti <strong>dagli</strong> <strong>anni Cinquanta agli anni Settanta</strong>, realizzati nella struttura direttamente sul posto con materiali dalla resistenza meccanica non eccelsa, come malte e conglomerati cementizi poco selezionati.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche se a prima vista sembra che possano essere pochi i proprietari immobiliari interessati da ciò, in realtà il fenomeno investe <strong>decine e decine di migliaia di palazzi</strong>, senza contare che quanto stiamo per dire può valere anche per strutture recenti ma dalle caratteristiche meccaniche e costruttive simili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">ll più comune fenomeno di danneggiamento è il cosiddetto <strong><em>sfondellamento</em></strong> ossia il distacco e la successiva caduta della parte inferiore delle <strong><em>pignatte</em></strong>, che sono i blocchetti inseriti nel getto di calcestruzzo per alleggerire le solette, lasciando così poi progressivamente a nudo la vera e propria struttura portante del solaio, costituita dalla soletta/caldana e dai travetti.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà prima dello sfondellamento vero e proprio possono verificarsi <strong><em>distacchi</em></strong> di intonaco o di altri “brandelli” di strutture continue solidali con la matrice del solaio.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna fare molta attenzione al verificarsi di queste avvisaglie perché quando lo sfondellamento ha raggiunto un determinato limite si può avere una <strong><em>rottura fragile</em></strong>, ossia rapida e diffusa, spesso riguardante l’<strong>intera superficie del solaio</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In assenza di indizi visivi, è opportuno avere ben presente la storia e la documentazione progettuale del fabbricato in cui si vive e/o verificare se i solai si trovano in condizioni di umidità, ventilazione e sollecitazioni meccaniche significative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Queste sono infatti le principali cause da cui originano le prime lesioni che poi sfociano nello sfondellamento.<br />
In Italia si conta un incremento delle rotture di solai e plafoni, soprattutto in edifici aventi dai quaranta ai settanta anni, maggiormente soggetti a deterioramenti, lacune di progettazione e vizi di costruzione, per cui non si deve affatto prendere sotto gamba un simile rischio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Il ripristino con tecniche avanzate di solai sfondellati o deteriorati</h3>
<p style="text-align: justify;">Le metodologie più comuni atte al ripristino della sicurezza dei solai in laterocemento lesionati sono gli ormai tradizionali sistemi misti che prevedono la ristrutturazione dei travetti eventualmente danneggiati e la contestuale applicazione di rinsaldi, armature o reti metalliche all’intradosso.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste tecniche hanno dato per anni un buon contributo all’edilizia del <span style="color: #000000;"><strong>consolidamento e restauro</strong></span>, ma a condizione che il personale della ditta appaltante fosse altamente specializzato e molto abile nella posa in opera delle opere di rinforzo e delle malte. In caso contrario, era sempre in agguato il rischio di crisi del comportamento meccanico dei materiali composti creati dall’accoppiamento imperfetto fra vecchi e nuovi elementi dopo il restauro. L’uso di matrici a polimeri, inoltre, poteva far formare bolle d’aria o di altri gas durante l’impregnazione col risultato di inficiare in breve tempo gran parte dei vantaggi conseguiti e riproporre situazioni di rischio con maggior probabilità di essere trascurate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Attualmente, per fortuna, si possono operare interventi di <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/#interior_design">ristrutturazione</a></strong></span><strong> e ricostruzione</strong> vera e propria degli elementi portanti dei solai, addirittura senza che gli inquilini degli appartamenti sovrastanti si accorgano dell’esecuzione dei lavori.</p>
<p style="text-align: justify;">Le nuove tecnologie permettono sempre o quasi di prevenire e rimediare eventi di sfondellamento, anche nei casi più severi, poiché all’evenienza <strong>rimuovono del tutto</strong> fondelli e cartelle ammalorati e li <strong>sostituiscono <em>in loco</em></strong> con elementi ad alta resistenza meccanica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La caratteristica principale dei moderni interventi di recupero dei solai sfondellati è infatti quella di (ri)creare intorno ai travetti lesionati dei nuovi travetti speciali di calcestruzzo armato con sezione <em>ad U</em>. In questo modo è agevole non solo ripristinare la capacità portante di progetto del solaio, ma addirittura aumentarla, al punto tale da conferire, in determinati casi, un <strong>miglioramento della resistenza sismica dell’edificio</strong>. Per la corretta esecuzione dell’intervento occorrono degli elementi speciali e dei materiali brevettati, dei quali la società appaltante deve avere buona conoscenza, ma la posa in opera non comporta assolutamente difficoltà particolari né rischi per l’incolumità sia degli addetti sia degli inquilini. Per questo motivo, unitamente ai tempi rapidi di esecuzione dei lavori e al buon rapporto qualità/prezzo, non di rado, si preferisce optare per tale soluzione piuttosto che per il <strong>rifacimento integrale o quasi integrale</strong> <strong>del solaio e della soletta superiore</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Che dire, nell’ambito della <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" title="Prevenzione sismica" href="http://www.studiomea.it/giornata-nazionale-prevenzione-sismica/">prevenzione sismica</a></strong></span> del fabbricato e nell’ottica più ampia del miglioramento della sicurezza generale della propria abitazione, consigliamo vivamente almeno lo svolgimento di un sopralluogo conoscitivo ad opera di un <span style="color: #000000;">consulente</span> tecnico specializzato per l’analisi dello stato dei solai (e non solo) e poi, se del caso, vista anche la relativa semplicità di recupero, pianificare una o più azioni di ripristino della capacità portante della struttura, eventualmente a corredo di altre opere di riqualificazione integrata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invitiamo, come di consueto, a comunicarci eventuali considerazioni o suggerimenti al riguardo, saremo lieti di esaminare qualsiasi aspetto!</p>
<p style="text-align: justify;">Fateci pervenire vostri commenti, considerazioni e richieste di pareri.</p>
<p style="text-align: justify;">Potete seguire tutti i nostri aggiornamenti di settore sulla pagina <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://www.facebook.com/MEA.Studio.Architecture/">Facebook</a></strong></span><strong>, </strong><span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://it.linkedin.com/company/mea-studio-architecture">Linkedin</a></strong></span><strong>, </strong><span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://plus.google.com/+MEAStudioCertificazioneEnergeticaRoma?hl=it">Google+</a></strong></span><strong>, </strong><span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://www.instagram.com/meastudio/">Instagram </a></strong></span>o <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="https://twitter.com/mearchstudio">Twitter</a></strong></span>.</p>
<p style="text-align: justify;">In <span style="color: #3366ff;"><strong><a style="color: #3366ff;" href="http://www.studiomea.it/category/news/">questa sezione</a></strong></span>, altresì, potrete consultare l’intero archivio delle nostre notizie.</p>
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<h5 style="text-align: left;"><span style="color: #ffffff;"><strong>Lo Studio                       Servizi                                                                                       Contatti<br />
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<h6><span style="color: #ffffff; font-size: 85%;"><a style="color: #ffffff;" title="Contatti" href="http://www.studiomea.it/contatti/">Contatti</a>                                     <a style="color: #ffffff;" title="Edilizia C.R.C." href="http://www.studiomea.it/edilizia-c-r-c/">Edilizia C.R.C.</a>                         <a style="color: #ffffff;" title="Sicurezza sul lavoro" href="http://www.studiomea.it/sicurezza/">Sicurezza</a>                                                                 Fax 06/4180496<img class="alignright wp-image-3956 size-full" title="studio-mea-logo" src="http://www.studiomea.it/wp-content/uploads/2014/09/studio-mea-logo.jpg" alt="studio-mea-logo" width="52" height="46" /></span></h6>
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